LA SANITÀ IN ITALIA Federalismo, regolazione dei mercati, sostenibilità delle finanze pubbliche

In tutti i Paesi ad economia e welfare sviluppati, la spesa sanitaria è, tra le voci di spesa sociale, quella che nelle prossime decadi farà registrare la crescita più intensa in termini di PIL, e soprattutto più soggetta ad alea per la presenza di fattori – lato offerta e lato domanda – il cui impatto è difficilmente quantificabile. La possibilità che, senza interventi di policy, l’incidenza sul PIL al 2050 arrivi a più che raddoppiarsi è segnalata dal differenziale positivo che, storicamente, i tassi di crescita della spesa hanno fatto registrare rispetto al tasso di crescita del PIL.

In tutti i Paesi ad economia e welfare sviluppati, la spesa sanitaria è, tra le voci di spesa sociale, quella che nelle prossime decadi farà registrare la crescita più intensa in termini di PIL, e soprattutto più soggetta ad alea per la presenza di fattori – lato offerta e lato domanda – il cui impatto è difficilmente quantificabile. La possibilità che, senza interventi di policy, l’incidenza sul PIL al 2050 arrivi a più che raddoppiarsi è segnalata dal differenziale positivo che, storicamente, i tassi di crescita della spesa hanno fatto registrare rispetto al tasso di crescita del PIL. A questo si aggiungono le difficoltà che stanno sperimentando tutti i Programmi di Stabilità europei – in particolare quello italiano – registrando nel breve periodo incrementi inattesi di ordine di grandezza significativi rispetto agli incrementi proiettati a cinquant’anni. Di fronte a queste proiezioni di spesa, la stabilizzazione della spesa pubblica sul PIL ai livelli correnti implica riduzioni significative della copertura pubblica, con conseguente implicito affidamento della domanda al finanziamento privato: per l’Italia, il coverage del SSN è proiettato in riduzione dall’attuale 75% a meno del 50% nel 2050. In questo scenario si rende indispensabile e necessario definire una governance in grado di combinare, sulla base di scelte positive, l’obiettivo della stabilità finanziaria con quello dell’adeguatezza/equità delle prestazioni. Tre i grandi snodi di policy: la riorganizzazione federalista dello Stato; il rinnovamento degli strumenti di regolazione lato offerta e lato domanda, parte del più generale coordinamento di policy tra Stato e Regioni; lo sviluppo dei pilastri privati complementari, come tassello di un sistema in grado di rispondere meglio ai due obiettivi di sostenibilità e adeguatezza-equità.


Indice
Nota introduttiva. Prefazione, di Enrico Letta. Introduzione. PARTE I. DINAMICHE DI SPESA, VINCOLI MACROECONOMICI, ISTITUZIONI.  Capitolo 1. Le dinamiche della spesa sanitaria. L’Italia nel contesto internazionale. La spesa sanitaria tra istituzioni, demografia e tecnologia. Le proiezioni di lungo termine di ECOFIN sull’impatto demografico. La sanità nelle proiezioni della spesa sociale italiana. Oltre la demografia: riferimenti per una sensitività «allargata». Il difficile governo della sanità attraverso i Programmi di Stabilità UE. Capitolo 2. La governance della spesa sanitaria nella finanza pubblica federalista. La nascita del Servizio Sanitario Nazionale e le riforme degli anni Ottanta e Novanta. Il perché delle riforme sanitarie incompiute. L’apparente «cambio di rotta» del 56/00. La modifica della Costituzione e i tanti problemi irrisolti. È davvero risolutivo il DDL interpretativo dell’articolo 119 della Costituzione?. Nuove istituzioni e nuovi strumenti. Capitolo 3. I pilastri privati in sanità. Il ruolo del finanziamento privato. Le ragioni del multi pillar. Lo status quo della normativa italiana e una proposta. PARTE II. ISTITUZIONI E VARIABILITÀ REGIONALE DELLA SPESA: UN ESEMPIO DALLA FARMACEUTICA. Capitolo 4. Che cosa spiega la variabilità interregionale? La scomposizione della crescita della spesa e il driver delle quantità. Il rispetto della programmazione. La spesa pro-capite a livello regionale. Il modello FarmaRegio: la base dati. Il modello FarmaRegio: struttura, metodologia di stima, risultati. Capitolo 5. Indicazioni per la governance della spesa farmaceutica. Il consumo degli equivalenti. Il costo medio per ddd. Che cosa spiega la spesa farmaceutica regionale. Da FarmaRegio agli standard di spesa e al coordinamento Stato-Regioni. Conclusioni.


 

Gli autori:

Fabio Pammolli è Professore di Economia e Management presso l’Università di Firenze. Direttore CERM e IMT Alti Studi Lucca. Le sue ricerche riguardano l’economia dei sistemi di welfare e sanitari, la sostenibilità delle finanze pubbliche, l’economia industriale. Ha lavorato come esperto presso svariate istituzioni nazionali e internazionali.


Nicola C. Salerno è senior economist presso il CERM – Competitività, Regolazione, Mercati (Roma). In precedenza ha lavorato con Mediobanca, ISAE, Gestore del Mercato Elettrico e Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia. Dottore di ricerca in Economica Politica, si occupa principalmente di spesa sociale, sostenibilità di lungo termine delle finanze pubbliche e liberalizzazioni e regolazione dei mercati.