La proposta del Rapporto Letta di istituire una «quinta libertà» – la libera circolazione di conoscenza, dati, ricerca, innovazione e competenze – risponde a un’esigenza concreta e urgente. Essa riflette la crescente consapevolezza che la capacità dell’Europa di generare, trasferire e applicare conoscenza sia divenuta un fattore decisivo per la competitività economica, la coesione sociale e l’autonomia strategica dell’Unione. In questa prospettiva, la Quinta Libertà si configura come una risposta strutturale alla persistente frammentazione europea e alla carenza di scala che caratterizza alcuni dei principali fattori abilitanti dell’innovazione.
In termini sostanziali, costruire una Quinta Libertà per il Mercato Unico significa dotarsi di un’infrastruttura economica abilitante capace di rendere effettiva la libera circolazione di conoscenza, ricerca, innovazione e competenze. Il conseguimento di tale obiettivo richiede un approccio duplice, che combini un metodo orizzontale volto a definire l’architettura complessiva dell’economia della conoscenza con interventi mirati in ambiti prioritari, quali le infrastrutture di ricerca, i talenti e i dati.