Quindici anni fa, addio a Nino Andreatta

11 agosto 1928-26 marzo 2007

Il 26 marzo 2007 veniva a mancare Nino Andreatta. La sua voce, purtroppo, si era spenta dal 15 dicembre 1999, quando un malore lo colse sui banchi di Montecitorio dove si discuteva la Finanziaria, in seduta notturna. Da allora il mondo è cambiato e anche la storia del nostro paese ha attraversato fasi politicamente diverse fra loro, e diverse dalla stagione in cui Andreatta è stato protagonista. Tuttavia, alcuni temi oggi al centro dell’attenzione della politica e dell’opinione pubblica avevano già avuto un loro svolgimento: l’Europa e la difesa europea, l’uso della forza per contrastare le aggressioni e i genocidi, la capacità dei paesi e dei loro governanti di assumersi le responsabilità, anche se difficili.

Tutto questo e molto altro si trova nei suoi scritti, nei suoi interventi parlamentari, da ministro o da semplice deputato. Andreatta era nato a Trento il 9 agosto 1928, ma gran parte della sua lunga carriera accademica e della sua vita familiare si è svolta a Bologna, sua città di adozione anche quando gli impegni politici e di governo lo tenevano a Roma.

Si devono ad Andreatta tante azioni, politiche ed economiche, che hanno innovato profondamente e sono incise nella nostra storia recente: la messa in liquidazione del Banco Ambrosiano di Calvi e della P2 e la nascita del Nuovo Banco Ambrosiano, il “divorzio” Tesoro-Banca d’Italia realizzato con Carlo Azeglio Ciampi, la lotta all’inflazione e alla piaga del debito pubblico, l’invenzione dell’Ulivo, l’incontro tra le due grandi tradizioni del Novecento, quella cattolica e quella ex comunista. Come si devono ad Andreatta la creazione di centri studi, come l’AREL e Prometeia; di Università, come Arcavacata (Cosenza) e Sociologia (Trento).

Su questo sito è possibile consultare la sua biografia, nonché le pubblicazioni che contengono i suoi interventi e i suoi scritti e quelle che parlano di lui, insieme a video e trasmissioni televisive che lo ricordano.

Qui di seguito altri documenti, come il saggio di Mariantonietta Colimberti su Arcavacata e l’intervista  di Boato su Disordine:

Il rettore Andreatta ad Arcavata

Il Sessantotto del prof. Andreatta